
Makoto Muramatsu è nato in Giappone nel 1947. E’ un illustratore, in special modo di gatti, ma anche di tanti altri animali. Le espressioni dei suoi animali, un misto di umorismo e dolcezza deliziosamente fusi insieme, fanno riconoscere immediatamente lo stile di Muramatsu, non appena se ne sia visto uno. Le sue tenere e buffe immagini hanno fatto il giro del mondo, soprattutto sotto forma di puzzle e l’autore ha già ricevuto molti premi e riconoscimenti per la sua opera di illustratore. Le pose di alcuni dei suoi gatti ricordano il gatto portafortuna giapponese per eccellenza, cioè il Maneki-Neko. Il Neko di Maneki è un gatto che dà il benvenuto alla fortuna tenendo la zampa sinistra alzata come se stesse salutando qualcuno. In casa porta felicità e fortuna e tenuto in negozio porta soldi e clienti. Poiché questo gatto è molto “famoso” in Giappone, vi raccontiamo la sua storia.
La leggenda dell’origine del Maneki-Neko risale al XVII secolo, quando a Setagaya, nella parte occidentale di Tokyo, c’era un tempio in rovina. Il tempio era custodito da un vecchio monaco che aveva un gatto di nome Tama. Una notte, disperato per la decadenza del tempio, il monaco si lamentò con Tama e gli disse: “Se solo tu fossi un uomo e non un gatto, allora forse mi potresti aiutare”. Accadde poi che un giorno il signore del distretto di Hikone, a causa di un forte temporale, trovò riparo proprio sotto un albero del giardino del tempio e vide che un gatto lo stava salutando con la zampa, invitandolo ad avvicinarsi, così si allontanò dall’albero e andò verso il gatto. Proprio in quel momento un fulmine colpì l’albero dove si era riparato. Per gratitudine verso il gatto che gli aveva salvato la vita facendogli cenno di avvicinarsi, il Signore di Hikone fece del tempio di Gotokuji il tempio della sua famiglia e gli donò una nuova prosperità. Il monaco non dimenticò mai la buona fortuna che Tama aveva portato al tempio, così quando, alcuni anni dopo, il gatto morì, egli eresse nei giardini una statua con la forma di un gatto che saluta.


Più che d’illustrazione per l’infanzia qui si parla di un misto tra quest’ultima e il particolare folklore immaginativo classico giapponese. Giacchè l’autore tratta temi di questo calibro, elabora un disegno che avvicina molto i bambini di tutte le età.
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